inutile negarlo sono stato un fervente cattolico fino all'età di otto anni anzi peggio quasi con vergogna devo pure ammettere che fino a quell'età il mio sogno nel cassetto era quello di poter divenire prete ricordo che i miei anche se non tutti per cercare di dissuadermi mi dicevano che ai preti gli tagliavano via il pisello così cominciai ad essere più incerto sul mio futuro
comunque fino agli otto anni passavo davvero parecchio tempo in chiesa e con il prete del paese che per fortuna non era un pedofilo ma solo un magnaccio a parlare della bibbia del vangelo della fede dell'amore di dio e tutte ste varie cose qui ero davvero ben visto le suore mi stimavano perchè ero pieno di fede e super-educato ero il tipico bravo ragazzo quello che gli altri avrebbero dovuto imitare e devo dire che mi trovavo bene in quell'ambiente mi sentivo accolto apprezzato amato quasi meglio che a casa mia
la sagrestia non aveva segreti per me e la domenica ero il cherichetto numero uno
devo dire che il mio attivismo filo-cattolico era visto con buon occhio da mia madre e in genere dalle donne della mia famiglia mentre mio padre e il lato maschile erano in parte diffidenti e quasi scoraggiati forse avevano paura che non avrei tenuto alto il buon nome di grandi bestemmiatori che tutti i maschi della mia famiglia si sono da sempre tramandati ma a me non interessava io volevo bene a dio alla chiesa ed ero pieno d'amore
compiuti gli otto anni ero al colmo della gioia perchè finalmente avrei fatto la comunione finalmente avrei potuto assaporare l'ostia il corpo di cristo e fu un anno di catechismo suore gentili ma anche puntigliose e vecchie che ti spiegano il vangelo e la parola di cristo interrogazioni in un certo senso neanche ricordo bene di cosa si trattasse ma era come fare i compiti per scuola ci voleva un minimo di impegno ma a me non veniva difficile ero pieno di entusiasmo e di zelo ed ero felice di andare più spesso in chiesa
trascorso il periodo di preparazione si avvicinava sempre più il momento glorioso in cui avrei accolto cristo in me ero eccitato al massimo della gioia era un gran traguardo per me
comprammo il mio primo vestito elegante era grigio
e finalmente arrivò il grande giorno ma non iniziò certo nel migliore dei modi
l'usanza era che il padre e forse anche la madre di ognuno dei ragazzi pronti a ricevere il sacramento si confessassero pure loro e ricevessero insieme al loro figliuolo la comunione subito dopo essersi confessato mio padre tutto sorridente si accostò a me e mia madre per raccontarci com'era andata la cosa lui lo trovava estremamente divertente ma per me era umiliante era il mio giorno stavo per ricevere il corpo del signore e mio padre dentro una chiesa si stava prendendo gioco di dio del pastore e delle sacre cerimonie
inutile dire che forse mio padre non si era mai confessato prima del resto si è persino sposato senza essere cresimato quando il prete gli dice di dirgli i suoi peccati mio padre risponde e perchè te li devo dire a te il prete gli spiegò che era a dio che si confessava e non a lui e gli chiese di nuovo che peccati hai commesso figliolo e mio padre sodo su per giù quelli che avranno commesso tutti gli altri insomma alla fine il prete si ridusse a fargli delle domande e mio padre a rispondere con un si o con un no vai a messa no
rubi no onori il padre e la madre si bestemmi si
naturalmete mio padre non conosceva l'atto di dolore al massimo ricordava qualche pezzo di ave maria così finì che il prete diceva una strofa e mio padre dietro a ripetere a pappagallo
certo che per un fervente credente come me quella fu proprio un umiliazione ma non ebbi molto tempo per pensarci perchè finalmente stava arrivando il mio momento tutti i ragazzi e ragazze a dover ricevere il sacramento eravamo in fila la prassi voleva che quando il prete ti porgeva l'ostia tu dovevi accennare una sorta di inchino o inginocchiamento e rispondere amen dopo di che aprivi la bocca e ti mangiavi sto corpo di cristo dopo di che te ne tornavi al tuo posto ti inginocchiavi e ti immergevi per qualche minuto nelle tue preghiere quando fu il mio turno feci il mio inchino e dissi amen aprii la bocca e quando ebbi sulla lingua quel coso ebbi una sorta di shock
ma che schifo era ma che sapore di merda tornai velocemente al mio posto e mi inginocchiai chinai la testa fingendo di immergermi nelle più profonde e sentite preghiere e intanto quella cosa si era in parte squagliata e in parte appiccicata a denti e palato
mi sentivo tradito che schifo era quella cosa davvero aveva quel sapore ignobile il corpo di cristo presi un fazzoletto dalla tasca della giacca e senza farmi vedere sputai quella roba che avevo in bocca un anno di catechismo una vita aspettando questo momento e questo era il risultato che schifo di sapore avevo bisogno di uscire di bere un pò d'acqua un succo di frutta intollerabile quasi mi veniva il vomito guardai in alto verso il crocifisso mi sentivo tradito ferito tutti i sacrifici che avevo fatto per nulla per quel pezzo di cosa dal peso inesistente dal sapore di nulla ma allo stesso tempo terribile ancora ne trovavo qualche pezzetto attaccato ai denti e lo sputavo per terra di nuovo guardai al crocifisso e in silenzio gli chiesi perchè mi hai fatto questo
perchè mi ricambi così di tutti i miei sacrifici di tutta la mia buona volontà
guardavo il crocifisso e per la prima volta nei miei occhi non c'era l'espressione buona e mite della pecorella ma lo sguardo di una persona tradita e incattivita guardavo il crocifiso e continuavo a ripetere nella mia mente vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo vaffanculo
così quando uscimmo da là dentro ero davvero cambiato ero davvero un bimbo diverso
ero ferito smarrito pieno di rabbia e risentimento e ancora perseguitato dal ricordo di quel sapore
chiesi a mio padre di raccontarmi di nuovo della sua confessione e stavolta invece di sentirmi imbarazzato risi con piacere risi tanto da farmi venire le lacrime agli occhi
inutile dire che in chiesa ci sarò entrato da allora al massimo 10 volte e che mai più mi sono avvicinato a quella cosa ripugnante e disgustosa che è l'ostia
inutile dire che ho raccolto l'eredità dei maschi della mia famiglia e che ancora oggi porto avanti questa gloriosa tradizione familiare
inutile dire che decisamente va meglio così








